MEMBRANA
Percorrendo per molto tempo il linguaggio, nella lettura, e per reazione o rimbalzo rifarlo nella scrittura, sino ad averne una buona cognizione se ne percepisce il confine. Si apre qui l’area del non nominabile. L’emozione. Si intuisce un oltre che torna nel linguaggio e lo definisce. Mistico. Nell’oltre il linguaggio si svuota del significato e rimane segno e simbolo.
La stesura di questi disegni è una membrana osmotica tesa al desiderio che si compie nel destino che si manifesta.
La membrana è un portale. Fatta a mano su carta si tende per esprimere la vocazione e averne risposta dal nulla che tornando si riempie di senso, dona e fa.
Coincidenza e percorso.
Incontri.
LA VIA DEL LINGUAGGIO – CAMBIARE LE LENZUOLA
Stia in guardia chi da solo venga chiamato a percorrere la via.
Se ne accorgerà troppo tardi e non sarà possibile per lui arretrare.
Si ritroverà solo nel deserto dei pupazzi e dovrà comunque mantenere aperto quel dialogo.
Avrà una doppia, tripla e quadrupla percezione.
Se la sua via è quella del linguaggio lui si ritroverà al suo confine estremo.
L’indicibile gli si manifesterà e comprendere ciò che dice sarà difficile e insidioso.
Le voci nemiche sono le meno pericolose, quelle sanguinarie saranno le fuorvianti e neutre, le insignificanti che pure si manifestano con gli stessi codici.
Si entusiasmerà per incontri residuali, con persone affascinate e fuorviate, contaminate dalla norma estetica e dall’apparenza.
Lui è solo e solamente la sua solitudine sarà conferma della giustezza del suo cammino.
Avrà paura di impazzire e sarà questa paura la sua migliore alleata, perché mantiene consapevolezza e discernimento e nel terrore mostrerà la via e la luce.
Come veramente si dispiega l’amore nel mondo è la meta.
Serve una membrana osmotica che faccia da portale.
Questa è la via del linguaggio e delle altre non ho conoscenza alcuna.
La linea di demarcazione sarà quella di non avere più nessuno intorno e nel passaggio all’oltre la mancanza di una guida genererà in lui espressioni d’eccesso, sbilanciate, imperfette, ambigue e dense di malintesi.
L’esposizione al ridicolo è necessaria perché lo renderà imperturbabile al giudizio altrui.
Chi legga questo messaggio e si senta coinvolto sappia che ancora sono in cammino e molte cose non le ho con me né in me.
Guardatevi dagli sciamani, da chi si proclama sciamano, da chi viene da una scuola di sciamanesimo, da chi tiene conferenze e predica.
Lo sciamano è solo e incontra fortuitamente il suo allievo, e questa potrebbe per entrambi essere una grande fortuna o l’estrema sciagura.
Propizio è attraversare la grande acqua e incontrare il grande uomo.












































